Loredana SOLFIZI          Valeria CONTADINO

MIA FIGLIA VUOLE PORTARE IL VELO

di Sabina Negri

I contatti fra le culture producono cambiamenti forzati ma anche cambiamenti voluti fortemente dai membri della comunità, spinte interne alla cultura stessa. E’ proprio quello che accade a Fatima, protagonista della storia “Mia figlia vuole portare il velo” una donna franco-algerina che ha lottato per l’integrazione, la libertà, l’emancipazione delle donne musulmane, e che improvvisamente si trova a dover affrontare una nuova realtà. Fatima è orgogliosa delle sue conquiste, sua figlia Jasmine, invece riscopre la tradizione: per ribellione, rivalsa, bisogno di protezione. E di colpo dichiara: “Andrò alla seduta di laurea con il velo, voglio portare il velo”. Queste parole sono come pietre, feriscono, paralizzano i preparativi per la festa di laurea, fanno crollare ogni certezza. La madre, cerca di dominare la delusione e tenta di convincere la ragazza. E’ un atto di revisionismo grave è un lunghissimo passo indietro nella storia, pensa a tutte quelle donne che hanno vissuto il velo come un’imposizione, con dolore, pensa alle bambine costrette a subire l’infibulazione. Il testo scritto da Sabina Negri è liberamente tratto da: “Lettera a mia figlia che vuol portare il velo” di Leila Djitli, giornalista di origine algerina che vive a Parigi. Il romanzo ha raggiunto la vetta delle classifiche francesi. La drammaturgia è agile, ironica e al tempo stesso drammatica: i grandi temi del rapporto uomo-donna, dell’emancipazione, dell’integralismo, della fede, vengono agevolmente trattati in settanta minuti.

Da dove nasce questo desiderio della ragazza qual è l’origine? La giovane sta per laurearsi in medicina cerca delle risposte sul senso della vita, e le trova nell’ortodossia della religione islamica, il senso di precarietà, l’incertezza nel futuro, la spinge a cercare un punto di stabilità, un centro, il velo rappresenta tutto questo.

Due donne, madre e figlia, si scontrano e si confrontano e in mezzo a loro un velo che, in ogni caso, non riuscirà a separarle, prevale l’amore che le unisce e il desiderio di rispettarsi nella diversità.